Viaggi

25 luoghi straordinari da vedere almeno una volta nella vita

Questi luoghi fuori dal mondo vi faranno sentire come se veniste da un altro pianeta. Qualche volta possono esserci dei posti magnifici ed esotici proprio sotto il vostro naso. Spesso siamo stanchi di quello che ci sta attorno anche se ad occhi estranei, a chi vive dall’altra parte del pianeta, potrebbe apparire esotico.

Queste 25 foto sono state scattate nei 5 continenti:

Mistero e Spiritualità Viaggi

82 Luoghi sacri e misteriosi nel mondo (da guardare col PC)

Il mondo è pieno di luoghi misteriosi e affascinanti. In questa mappa vi abbiamo inserito i luoghi più enigmatici e spirituali presenti in tutto il mondo. L’unica avvertenza è che guardiate questa pagina con un pc e non col telefono.
Nella mappa sono presenti 82 siti:

Allineamenti di Carnac
Angkor Wat Baphuon
Antelope Canyon
Antro della Sibilla
Aramu Muru – La porta degli Dei
Arbor Low Stone Circle and Gib Hill Barrow
Archangel Michael of Panormitis Monastery
Arianrhod – La casa degli Dei
Avebury
Baalbek
Bamboo Sea Scenic Spot, La foresta di Hei Zhy Gou, Cina
Basilica di San Michele
Bayan Kara Ula
Borobudur Temple Compounds
Bucegi Natural Park
Bugarach
Callanish Stone Circle
Castel del Monte ” Unesco ”
Castlerigg Stone Circle
Chichén Itzá
Chocolate Hills National Monument
Craco
Crop circle (cerchio nel grano)
Dallol
Damanhur, Federation of Communities
Door To Hell
Eremo di S. Onofrio al Morrone o Celestino V
Esercito di terracotta di Lingtong
Gilgal Refa’im Rujum el-Hiri
Goa Velha
GÖBEKLI TEPE, LA CULLA DEGLI DEI
Goreme Valley Cave House
Great Pyramid of Giza
Hanging Rock
I Giganti di Mont’e Prama
Ipogeo di Hal Saflieni
Isola di Pasqua – Moai
Karahunj
Karnak – Luxor
La Scarzuola
Lalibela – San Giorgio La chiesa nella roccia
Leshan Giant Buddha
Luang Prabang
Machu Picchu
Megaliti dell’Argimusco
Menhir di Goni – Cagliari Pranu Muttedu
Moeraki Boulders
Mont-Saint-Michel
Moschea del Profeta
Mount Carmel National Park
Mostri di Bomarzo
Nara
Nazca Lines
Nemrut Dagi
Nuestra Señora de La Merced
Petra
Piramidi Bosniache
Piramidi di Montevecchia
Rennes-le-Château
Río Tinto
Sacra di San Michele
Sainte Baume
Saintes-Maries-de-la-Mer
San Augustin
Shi Cheng – L’antica città sommersa
Sigiriya
Silbury Hill
Skellig Michael
Socotra
St Michael’s Mt
Stone Forest Scenic Area
Stonehenge
Sukhothai
Tempio del Paradiso
Tempio di Serabit el Khadem
Tempio di Teotihuacan
The Alton Barnes White Horse
The Pinnacles Desert
Tianmen Mountain – La porta del Paradiso
Tulou di Fujian
Vaitheeswarankoil
Wat Phra Kaew – Tempio del Buddha di Smeraldo

Mistero e Spiritualità Viaggi

Un borgo visionario, sospeso tra sogno e realtà, che sembra una illustrazione di Escher.

Oasi di raccoglimento, di studio, di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e Miseria, di vita sociale e di vita eremitica, di contemplazione in solitudine, regno della Fantasia, delle Favole, dei Miti, Echi e Riflessi fuori dal tempo e dallo spazio.
La Scarzuola è la costruzione surreale progettata da Tomaso Buzzi, architetto, artista e uomo di cultura tra i più importanti del ‘900. Sorge a Montegiove, nel comune di Montegabbione (Tr).
E’ costruita sui resti di un convento del ‘200 fondato da San Francesco nel 1218, il quale vi piantò un cespuglio di lauro e di rose e fece scaturire una fonte d’acqua. Deve il suo nome ad una pianta palustre, la Scarza, che il Santo utilizzò per costruirsi una capanna. L’abside della Chiesa custodisce un affresco della prima metà del XIII secolo che ritrae S.Francesco in levitazione. Nel 1956 il complesso conventuale venne acquistato e restaurato dall’architetto milanese Tomaso Buzzi (1900-1981), che progettò ed edificò tra il 1958 e il 1978 a fianco del convento la sua Città Ideale, concepita quale “macchina teatrale”. La città Buzziana, che comprende un insieme di 7 teatri, ha il suo culmine nell’Acropoli: una montagna di edifici costituiti da una numerosa serie di archetipi che, vuoti all’interno e dotati di tanti scomparti come in un termitaio, rivelano molteplici prospettive. Una relazione di tipo iniziatico viene a stabilirsi tra il convento (città sacra) e le fabbriche del teatro (città profana), sovraccariche di simboli e segreti, di riferimenti e di citazioni. Ispirato all’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (1499), lo stile che meglio interpreta la sua licenza è il neomanierismo che egli identifica: nell’uso di scale in tutte le direzioni, volute sproporzioni di alcune parti, un pò di mostri, affastellamento di edifici, di monumenti, che arriva ad un surrealismo, un che di labirintico, di evocativo, di geometrico, di astronomico, di magico.

Tomaso Buzzi l’acquista nel 1956 e costruisce alle sue adiacenze una città ideale, tracciando un percorso simbolico neo-illuminista riferito a conoscenze esoteriche e a sue intuizioni.
Alla Scarzuola, quando qualcuno mi osserva che la parte nuova, creata da me, non è “francescana”, io rispondo: naturalmente, perchè rappresenta il Mondo in generale e in particolare il mio Mondo – quello in cui ho avuto la sorte di vivere e lavorare – dell’Arte, della Cultura, della Mondanità, dell’Eleganza, dei Piaceri
(anche dei Vizi, della Ricchezza, e dei Poteri ecc.) in cui però ho fatto posto per le oasi di raccoglimento, di studio, di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e Miseria, di vita sociale e di vita eremitica, di contemplazione in solitudine, regno della Fantasia, delle Favole, dei Miti, Echi e Riflessi fuori dal tempo e dallo spazio perchè ognuno ci può trovare echi di molto passato e note dell’avvenire…

Tomaso Buzzi
 Marco Solari è l’attuale proprietario che introduce i visitatori con entusiasmo ai misteri di questo straordinario e teatrale percorso di meditazione e di iniziazione.

Qui una sua intervista al TG1:

https://www.youtube.com/watch?v=Wz9GArWHsQs

 
DOVE SI TROVA:

Natale Viaggi

Alberobello a Natale si accende di mille colori

Dal tramonto del 5 Dicembre a tutta la notte del 6 Gennaio, tutti i giorni per un mese intero i TRULLI di Alberobello (BA) si vestono di luce multicolore. Le luci del Natale si accenderanno dal tramonto all’alba e interesseranno non solo i caratteristici tetti dei trulli, ma anche gli interni, dove potrete incantarvi a vedere come gli artisti hanno trasformato gli spazi, rendendoli della stessa materia delle stelle. Un’occasione per vivere la tradizione tra spettacoli, performance e appuntamenti, ma anche per commemorare e riflettere sugli episodi tragici accaduti in Francia. Il tema è infatti Pace e solidarietà per le vittime che nel mondo cadono sotto i colpi del terrorismo. Gli organizzatori, l’Associazione giovani imprenditori turistici (Agit) e l’Associazione Lightcones, hanno chiamato a raccolta artisti e performers per le illuminazioni che hanno attratto già più di 400 mila visitatori.

Mistero e Spiritualità Viaggi

È in Italia il più misterioso Parco dei Mostri al mondo

In un piccolo borgo nei pressi di Viterbo, nel Lazio, esiste un posto unico nel suo genere, il Sacro Bosco di Bomarzo.
Statue enigmatiche che rappresentano forse le tappe di un itinerario di matrice alchemica. Il cosiddetto Parco dei Mostri , Sacro Bosco di Bomarzo o villa delle meraviglie, in provincia di Viterbo, è un complesso monumentale situato alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale.

L’idea di questo parco davvero insolito, mistico, grottesco e fiabesco nello stesso tempo, fu del principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino Orsini che, avvalendosi dell’aiuto dell’architetto e antiquario Pirro Ligorio, diede vita a questo parco insolito e del tutto diverso dai giardini all’italiana che all’epoca andavano per la maggiore.

Visitare questo parco regala un’emozione unica, quasi mistica; immaginate un boschetto di conifere, cespugli e latifoglie che si estende per 3 ettari e, mentre lo percorrete guardandovi attorno curiosi, immaginate di scoprire, scolpite nei massi di peperino che affiorano numerosi dal terreno o realizzate in basalto, enigmatiche e insolite sculture di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, oltre che strutture architettoniche irrazionali, obelischi, fontane e sedili ricchi di incisioni con motti e iscrizioni.

Il sacro bosco di Bomarzo è un luogo unico, irregolare e illogico in cui avventurarsi con il cuore che batte e da scoprire passo a passo.

Non sappiamo perché il parco venne costruito e quale fosse il suo scopo.
Non sappiamo nemmeno perché la disposizione delle sculture, apparentemente casuale e irregolare, fosse stata pensata in un certo modo. Anche i criteri iconologici, la non congruenza di proporzioni, di prospettiva e il legame tra i diversi elementi e simboli che ricorrono nel parco restano ancora un mistero aperto per gli studiosi appassionati. Non sappiamo di per certo nemmeno chi realizzò le sculture grottesche e affascinanti che si celano tra i cespugli del parco anche se gli studiosi ritengono probabile si tratti di Simone Moschino. Sappiamo invece che Orsini dedicò il parco a sua moglie Giulia Farnese.

Tante domande ancora senza risposta avvolgono questo parco meraviglioso e contribuiscono ad accrescere l’aura di mistero che lo circonda.
Nel corso degli anni tante ipotesi sono state formulate: si è pensato ad esempio che il bosco fosse un percorso iniziatico personale oppure un viaggio per tornare alla natura o ancora un percorso nel proprio io, alla scoperta dei propri demoni, dell’irrazionalità e delle paure ancestrali; di nessuna delle numerose ipotesi formulate si è però mai avuta conferma.
Chi visita il parco è stranito e atterrito, non sa cosa aspettarsi e cosa si possa celare dietro ogni angolo.
Il percorso è ricco di sorprese e, addentrandosi nel parco, il visitatore si trova immerso in un mondo fantastico, popolato da figure di ogni tipo e dimensione che a volte incutono timore e altre volte lasciano letteralmente a bocca aperta.

Ad esempio l’orco, simbolo del parco stesso, è la scultura enorme e inquietante di un volto spaventoso.
L’orco ha la bocca spalancata ed è possibile entrarvi all’interno, dove si scopre una camera scavata nel tufo nella quale le voci dei visitatori risultano amplificare e distorte in modo inquietante.

La casetta pendente è un’attrazione insolita e particolare: si tratta di un piccolo edificio appunto pendente perché volutamente costruito su un masso inclinato.
L’interno è visitabile ed è realizzato per lasciare sconcertato il visitatore poiché risulta invece pendente in senso opposto. Chi si addentra a visitare l’interno della casetta perde i propri punti di riferimento e di equilibro e ne esce con un senso di smarrimento e anche di mal di testa.

Anche il noto regista e sceneggiatore Michelangelo Antonioni rimase affascinato da questo luogo magico, dedicandogli nel 1950 il documentario “La villa dei mostri”.

Non resta dunque che visitare di persona questo luogo unico nel suo genere, affascinante, mistico e grottesco, che si oppone alle regole razionali e a quelle architettoniche, lasciando ad ogni visitatore la possibilità di vivere e interpretare il percorso a seconda delle proprie sensazioni e dei sentimenti che la visione di queste sculture e costruzioni suscita.

Viaggi

Una Grecia tutta da scoprire: Halkidiki, i tropici nell’Egeo

La Penisola Calcidica, a 90 minuti di aereo: spiagge incontaminate, mare da urlo, il misticismo del Monte Athos.
Meglio conosciuta in Italia come penisola Calcidica, Halkidiki è una regione situata a nord – est della Grecia, a sud di Salonicco, nella regione dellaMacedonia Centrale, oggi facilmente raggiungibile dall’Italia. 550 km di spiagge bianche lambite da un mare cristallino, luce mediterranea che dona dorati riflessi alla vegetazione, e ancora una storia antica da scoprire.

Una Grecia inedita, itinerari doc, che si discosta dall’immaginario collettivo, lasciando nel viaggiatore una piacevole sensazione di scoperta inaspettata.

La Calcidica è formata da tre penisole minori, tre lembi stretti di terra, tre sorta di “dita”, che si allungano verso il Mar Egeo settentrionale.

Kassandra la più cool – La penisola di Kassandra, a ovest, è la più vivace e la più popolata, capace di soddisfare le richieste dei turisti più esigenti. Il turista che la sceglie per la propria vacanza, oltre ad immergersi in un mare trasparente con distese di pinete tutt’intorno, troverà qui villaggi con ogni tipo di servizio: hotel di lusso, campeggi, pub, caffetterie, discoteche e taverne greche.

Sithonia la selvaggia – La penisola centrale è Sithonia. A differenza del primo dito, questa terra ancora poco abitata, è ammirata per lo stupendo paesaggio naturale, formato da paradisiache calette sabbiose, degne dei Caraibi, e lunghe distese di ulivi, ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di un rifugio dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Il mare qui ha colori esorbitanti, che sfumano dal verde chiaro al blu intenso. Il turista non avrà che l’imbarazzo nella scelta della spiaggia che più lo aggrada: spiaggia libera, isolata e selvaggia oppure stabilimenti attrezzati con mondani beach bar.

Monte Athos, la mistica – Infine, Monte Athos, la penisola più ad est, la terra della spiritualità, tanto bella quanto difficilmente accessibile. Dominata per l’appunto dal Monte Athos, che si innalza a 2033 metri dal livello del mare, il terzo dito è popolato esclusivamente da monaci (circa 1700) che da centinaia di anni si dedicano alla pratica della fede ortodossa, seguendo uno stile di vita spartano. Proclamata Repubblica indipendente, già a partire dall’883 d.C., questo Stato è inesplorabile dal pubblico femminile, mentre gli uomini necessitano di uno speciale permesso. L’unico modo per ammirare i magnifici monasteri che si affacciano sul mare è un escursione in battello.

 

Come spiagge tropicali – Ed ecco alcune delle spiagge più belle della penisola calcidica: Hanioti, nella costa est di Kassandra, caratterizzata da una lunga distesa di sabbia, è molto conosciuta e frequentata. La magnifica isola diAmmouliani , a soli tre chilometri dalla costa di Athos; Kavourotripes, sempre sulla costa est di Sithonia, sabbia e scogli e acque pulite dal color turchese. Situata nella costa ovest di Sithonia, Agia Kiriaki è una piccola baia di sabbia immersa nel verde.

Kassandra-halkidiki, una sorta di gemma tropicale lanciata in mezzo al Mar Egeo:

Natura Viaggi

Il villaggio cinese abbandonato che la Natura si è ripreso

Shengsi è un arcipelago composto da circa 400 isole vicino alla foce del fiume Yangtze, in Cina. Il fotografo Tang Yuhong ha immortalato in questi meravigliosi scatti un villaggio di pescatori abbandonato che la natura ha completamente rivendicato. Madre natura ha riscattato quello che per diritto è sempre stato suo. Ora ogni casa, ogni singolo edificio, scala e angolo del villaggio di Gouqui island è tornato alla legittima proprietà, che ha reso questo luogo un posto incredibile!

Natura Viaggi

Spettacolari aurore boreali in Norvegia, un grande spettacolo della natura!

L’aurora boreale è uno dei fenomeni visivi più spettacolari della natura, e in questo video time lapse  della National Geographic possiamo osservare una visualizzazione mozzafiato di luce, forma e colore che avvengono nel corso di una sola notte in Norvegia.  Un insieme di movimenti e luci che sfrecciano nel cielo e lasciano chiunque senza fiato… uno spettacolo che si verifica tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera producendo, in rari casi, anche dei leggerissimi suoni. Questo è il meraviglioso show che la natura ci regala!
Guarda il video delle riprese dallo spazio dell’aurora boreale

Natura Viaggi

Il Giardino dei Miracoli ha 45 milioni di fiori

Il Giardino dei Miracoli: questo il nome di un parco straordinario. Tra tappeti e sculture di fiori, è un posto così bello da sembrare finto.

Miracle Garden, il coloratissimo giardino colmo di fiori profumatissimi più grande del mondo, si trova nel deserto, nella più grande città degli Emirati Arabi Uniti: Dubai . E’ stato inaugurato il giorno di San Valentino del 2013.

Guarda il video qui sopra e scorri la PhotoGallery nella pagine successive qui sotto:

Viaggi

BENVENUTI NELLA FORESTA DI BAMBOO

Avete mai visto il film La foresta dei pugnali volanti? Siete per caso rimasti affascinati dalla foresta di bambù? Bene, questa è una delle foreste di bambù più belle del mondo. La foresta di bamboo di Arashiyama Sagano è uno dei siti naturali più pittoreschi dell’intero Giappone.

Si trova a 20 minuti dalla stazione centrale di Kyoto. Attraversato il centro di Arashiyama, si raggiunge questo incredibile sito, composto da vari sentieri circondati da un fitta vegetazione composta quasi totalmente da canne di bamboo che sembrano toccare il cielo e che creano giochi di luce, spettacolari facendo filtrare il sole in modo sempre differente durante l’arco della giornata.

Il suono del lento movimento oscillante delle canne di bamboo provocato dal vento, definito dal governo giapponese come “uno dei cento suoni del Giappone da preservare”, contribuisce a rendere ulteriormente mistica l’atmosfera della foresta, che è percorribile a piedi o a bordo di una jinrikisha, il classico risció.

Qui sotto un video tratto dal film La foresta dei pugnali volanti di Zhang Yimou.

 

Curiosi Viaggi

A Monaco di Baviera si fa surf in città sul fiume, che spettacolo!

A Monaco di Baviera mentre aspetti l’autobus o passeggi per la città, può accadere di incrociare surfisti con muta e tavola sotto braccio esattamente come sulle spiagge di Malibù o Waikiki.

In effetti tutti conoscono molto bene l’Oktoberfest o i mercatini di Natale, ma pochi sanno dello strano fenomeno che si crea grazie all’incontro dell’Eisbach, un piccolo e rapidissimo corso d’acqua, con l’Isar il fiume che attraversa la città. Proprio in quel punto, sotto un piccolo ponte del parco Englischen, le correnti d’acqua e la forza dei due corsi, creano una strana ma efficacissima onda alta circa un metro, una vera gioia per surfisti tedeschi troppo lontani dal mare per potersi dedicare al loro sport.

Vengono chiamati river surfer e arrivano da tutta Europa per cavalcare quella strana onda che per natura e forza è molto diversa dai cavalloni oceanici. A detta dei più esperti, decisamente più difficile da surfare. Atleti alle prime armi state quindi lontani, magari seduti sulle rive del fiume, in attesa che qualche vostro collega più bravo vi passi davanti allenandosi durante la pausa pranzo.

Mistero e Spiritualità Viaggi

DAMANHUR, il tempio sotterraneo più grande del mondo

Nascosta nel cuore di una montagna, a nord di Torino, c’è una costruzione magica: una moderna cattedrale che molti hanno definito l’Ottava Meraviglia del Mondo.
Migliaia di persone da tutto il mondo ogni anno visitano DAMANHUR: una grande cattedrale contemporanea “sotterranea” scavata nella roccia, l’unica al mondo nel suo genere. Molti la utilizzano come strumento per la ricerca interiore e per aprire in sé strade all’ispirazione e alla creatività.
Damanhur è una comunità etico-spirituale. Si basa sul credo del proprio capo spirituale, Oberto Airaudi (1950-2013), chiamato anche Falco Tarassaco, che vede l’essere umano come portatore di una scintilla divina, della quale prendere consapevolezza attraverso la meditazione su di sé e sulla sacralità dell’universo. I damanhuriani usano assumere un nome di animale e di vegetale, a simbolo di rinnovamento e unione con la natura. Damanhur, fondata nel 1975, è il nome di una Federazione di comunità creata da un gruppo di persone che vivono insieme seguendo una filosofia basata sull’ottimismo, sulla ricerca, sull’arte e la solidarietà. È una nuova società che oggi conta attività produttive, un centro d’arte, di medicine integrate e di benessere, una propria valuta complementare, scuole per piccoli e corsi per adulti, centri ed ambasciate in tutto il mondo. Premiata da un’agenzia del – le Nazioni Unite come modello per un futuro sostenibile, Damanhur oggi conta circa 1000 cittadini e si estende su circa 500 ettari di ter – ritorio in Valchiusella e nella zona dell’Alto Canavese, ai piedi delle Alpi piemontesi.
Il motivo per il quale Damanhur è stata costruita nell’alto Canavese è la presenza contemporanea di quattro linee sincroniche – condizione presente, oltre che qui solamente nell’area del Tibet – con le quali è possibile entrare in contatto attraverso i Templi dell’Umanità.

Damanhur è una filosofia di vita applicata, nella quale spiritualità significa dare significati e riconoscerli in ogni aspetto della vita.

La filosofia di Damanhur è basata sul pensiero positivo, affermano che ogni essere umano ha un origine divina e deve quindi ritrovare la consapevolezza di questo stato, ogni uomo è un ponte tra il mondo materiale e quello spirituale e il suo pensiero ha una forza creatrice. Tutto quindi all’interno della comunità viene indirizzato verso questo scopo, la ricerca spirituale diventa parte della vita quotidiana.

Raggiunse la fama quando, nel 1992, sentendo voci su delle costruzioni abusive, i carabinieri decidono di investigare, sicuramente non si aspettavano di trovare i templi dell’umanità, dal ’78 per 14 anni i dhamanuriani hanno scavato delle enormi sale all’interno della montagna, gli investigatori accedendo al tempio si ritrovarono in un alta volta scavata nella montagna sorretta da un enorme figura maschile e da una femminile con vetri decorati mosaici e affreschi. Solo una piccola del tempio che nel 2006 verrà dichiarato come il tempio sotterraneo più grande del mondo, costruito appositamente essere un ricettacolo di opere artistiche oltre che un luogo spirituale.
LA STRUTTURA DEI TEMPLI
La struttura è composta principalmente da 8 Templi definiti “dell’Umanità”, 8 sale scavate sotto terra fino a una profondità di 72 metri, decorate con mosaici, vetrate policrome, affreschi e sculture. La struttura dei Templi è formata da otto Sale che raggiungono una profondità di oltre trenta metri. Distribuite su cinque diversi livelli, le Sale sono collegate tra loro da corridoi che si snodano per centinaia di metri.

Un’opera ciclopica, 8.500 metri cubi su 5 livelli, in grado di ospitare fino a 300 persone, che ha impegnato nei lavori, condotti in gran segreto, un centinaio di damanhuriani dagli anni Settanta fino ai nostri giorni. Vediamo i templi nel dettaglio nelle prossime pagine…

Natura Viaggi

È italiana la spiaggia rosa più bella del mondo

Bianche, nere, di sassi o di sabbia: al mondo ci sono spiagge di tutti i tipi. Ma la spiaggia rosa più bella del mondo è lei, ed è italiana: la spiaggia rosa di Budelli, in Sardegna, nell’arcipelago della Maddalena
Nel 1964 il regista Michelangelo Antonioni, girò il suo primo film a colori: una storia di nevrosi e depressione con al suo interno un unico spiraglio di luce nel film, la storia di una bambina e delle sue giornate trascorse nuotando in una baia solitaria, uno stacco, inatteso che alleggerisce tutta la trama. I colori azzurro e rosa sono quelli del mare, dei graniti e della spiaggia dell’isola di Budelli nell’arcipelago della Maddalena, nella Cala di Roto che tutti conosciamo come Spiaggia Rosa , preservatasi fino ad oggi, come per miracolo, senza tracce di inquinamento, ne corruzioni da cemento. Nel 2013 l’isola abitata stabilmente solo dal custode Mauro Morandi, è stata messa all’asta partendo dalla cifra di 3 milioni di euro, più o meno il costo di un appartamento di pregio in zona semi centrale a Milano o a Roma.

Viaggi

Milano come non l’avete mai vista: ecco il video in Hyperlapse!

Il video “Milano City Hyperlapse Time Lapse Italia” vuole sottolineare, attraverso esposizioni prolungate, la velocità e la frenesia della città e d’altra parte, grazie alla colorazione più satura, evidenziare come la metropoli possa comunque essere esteticamente attraente e fonte d’ispirazione, perché dalla caoticita` scaturiscono idee e si sviluppa la creatività che danno la spinta per proiettarsi verso il futuro, creando delle atmosfere particolari che riescono a rendere quasi “magici” anche i luoghi piu comuni e conosciuti, facendoli sembrare unici e affascinanti.
Con le immagini di Milano che ho ritratto, voglio far risaltare come la città, pur ponendo le sue basi su una tradizione storica, architettonica, culturale ben radicata, non disdegna la modernità proiettandosi verso il futuro con i suoi nuovi quartieri “Porta Nuova e Isola”.

Video wishes to underline on one hand, through extended exposures, the city’s speed and frenzy and on the other hand, thanks to a more saturated colouring, to point out how the metropolis can still be aesthetically charming and a source of inspiration, creating peculiar atmospheres that can turn into “magical” even the most common and well known places, making them look unique and fascinating. With my own Milan pictures, I aim to show up how the city doesn’t disdain modernity even if laying its bases on a well deep rooted historical, architectural and cultural tradition, projecting itself toward the future with its new quartiers “Porta Nuova” and “Isola”.

Yury Sirri

 

Viaggi

Il Castello di Sammezzano: un tesoro d’Oriente in Toscana

Costruito sulla sommità di una collina, nel IX secolo svolgeva il ruolo di fortezza medievale e pare che abbia ospitato il re dei Franchi Carlo Magno.
Nel corso dei secoli la proprietà del Castello passò tra le mani di alcune delle famiglie nobili fiorentine: i Gualtierotti, gli Altoviti e infine i Medici.
Nel 1605 il Castello venne acquistato dal nobile portoghese Sebastiano di Tommaso Ximenes d’Aragona, unito in matrimonio con Caterina de’ Medici (figlia di Raffaello de’ Medici).
La tenuta rimase in loro possesso fino al 1816, anno di morte dell’ultimo erede maschio diretto, Ferdinando.
Per rescritto granducale il nome, lo stemma e i titoli della famiglia Ximenes passarono a Pietro Leopoldo, figlio di Vittoria Ximenes d’Aragona e del nobile pistoiese Niccolò Panciatichi. Alla morte di Pietro Leopoldo i suoi beni passarono al figlio Ferdinando, tra cui anche il Castello di Sammezzano.
Tra il 1842 ed il 1890 il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona stravolse completamente l’aspetto seicentesco del Castello, modificandone la struttura preesistente, sulla scia della corrente dell’ Orientalismo che in quegli anni divampava in Europa.

 
Oggi il Castello appartiene ad una società italo – inglese (Sammezzano Castle Srl) che l’acquistò all’asta nel 1999 e vi avvio alcuni urgenti lavori di restauro. Purtroppo però tale società non ebbe abbastanza fondi per realizzare l’ambizioso piano di recupero e valorizzazione che aveva presentato per farne un grande resort di lusso e conseguentemente il Castello è stato lasciato in sostanziale stato di abbandono, rimanendolo per oltre 20 anni.
L’ultima tappa di questo percorso drammatico ha visto il castello andare all’asta giudiziaria per ripagare i debiti della Sammezzano Castel Srl: la base d’asta per potersi impossessare del maniero è partita da 22 milioni di euro per la prima asta che era stata fissata per il 20 ottobre e che è stata rimandata a causa della mancanza di offerte. Il 27 ottobre si è tenuta la seconda asta con una base di 20 milioni di euro, anche a questa seconda asta però non si è presentato alcun compratore. L’ asta che si sarebbe dovuta tenere il 24 di maggio 2016 (per 15 milioni di euro) è stata sospesa dal Giudice per motivi ancora sconosciuti.
Essendo un bene privato, le istituzioni comunali, regionali e statali non hanno avviato alcun genere di intervento per tutelarlo o valorizzarlo.
Un comitato di cittadini locali, in accordo con la proprietà, ne ha permesso l’apertura pubblica 2/3 volte l’anno raccogliendo fondi con cui ha poi realizzato alcuni lavori urgenti come la sistemazione di finestre e la chiusura di aperture nei muri che negli ultimi anni hanno permesso a molti vandali di entrare dentro al castello, dove hanno recato vari danni.
Al momento però la situazione si è aggravata, porte e finestre sono nuovamente distrutte e atti vandalici aumentano di giorno in giorno rendendo il castello e il parco circostante, in stato di degrado.

Viaggi

Questo è un tratto di costa italiana, sapete dove si trova?

Questo tratto di costa, sovrastata da una fitta pineta, è una meraviglia della natura. Il mare è splendido, cristallino e più di una volta è stato premiato con la “bandierina blu” d’Europa, riconoscimento che viene attribuito alle località marine più belle ed attrezzate.

Ci troviamo in Puglia, esattamente in Salento, zona rinomata per la presenza di spiagge magnifiche. In particolare, parecchie di queste sono situate nel comune di Meledugno, in provincia di Lecce. Tra le varie frazioni marine che fanno capo al comune di Meledugno, c’è Torre Sant’Andrea.

Servizio fotografico di Luca Radice.
Ecco dove si trovano i faraglioni di Torre Sant’Andrea:

Natura Viaggi

Così meraviglioso che sembra un dipinto. Si chiama “Stagno di Monet” e vi lascerà senza fiato.

Il video di questo stagno ha lasciato tutti a bocca aperta. Già perché guardandolo viene il dubbio di star ammirando in realtà un quadro di Monet. Ecco, questo è uno di quei casi in cui la Natura ribadisce di essere la più autentica delle opere d’arte.

Ci troviamo in Giappone, nella prefettura di Gifu, nei pressi della cittadina di Seki, Qui c’è un piccolo laghetto che ricorda in maniera impressionante i dipinti di Monet ed in particolare il suo ciclo dedicati alle ninfee inspirati dal giardino di Giverny.

Guardando lo stagno giapponese, con l’acqua cristallina, i pesci colorati, le alghe, i gigli e le ninfee, le diverse tonalità dell’acqua dovuta ai diversi torrenti di montagna che affluiscono sembra davvero di osservare una tela del grande impressionista francese.

Questo piccolo lago fa parte di un santuario shintoista, il Nemichi Shrine, uno dei tanti sparsi per il Giappone. Ma da quando la voce dello stagno di Monet si è diffusa improvvisamente è diventato anche uno dei più frequentati dai turisti, che si spingono fino qui per vedere dal vivo il quadro dell’impressionista francese.

Ecco dove si trova:

Viaggi

L’isola a forma di delfino appartenuta a Rudolf Nureyev

Visto dall’alto sembra proprio un delfino, nella realtà è Li Galli un piccolissimo arcipelago formato da tre isolotti che si affacciano tra Capri e Positano.
Attualmente è di proprietà privata e quindi è possibile visitarlo solo su invito, i meno fortunati possono però ammirarlo da lontano facendo un tour in barca.

L’arcipelago è formato da Gallo lungo -che è l’isola più grande-, La rotonda e La Castelluccia, tutta la zona fa parte dell’area marina protetta di Punta Campanella.
E’ conosciuto anche come La Sireneuse, perché secondo la leggenda un tempo era proprio abitato da sirene, che ammaliavano con il loro canto i marinai in transito.

Sempre secondo la mitologia solo due navi riuscirono a non naufragare contro gli scogli, quella di Ulisse la cui storia è narrata nell’Odissea di Omero e quella degli Argonauti che si salvarono grazie a Orfeo.
Si dice poi che lo stesso nome Li Galli derivi proprio dall’iconografia delle sirene che, nell’arte greca arcaica, non sono metà donna e metà pesce ma piuttosto, metà donna e metà uccello.

L’arcipelago fu scoperto negli anni Venti dal ballerino e coreografo russo Leonide Massine, all’epoca Li Galli era coperto da rovine romane ed era disabitato, egli l’acquistò e ci fece una villa grazie all’architetto Le Corbusier e un teatro.

Alla sua morte, venne acquistato da un danzatore russo Rudolf Nureyev che aveva il sogno di realizzare una scuola di ballo.

La sua scomparsa prematura glielo impedì e nel 1988 l’isola rimase di nuovo disabitata.

Dal 1993, è in mano all’ imprenditore sorrentino Giovanni Russo che acquistò l’arcipelago per quattro miliardi e ottocento milioni di vecchie lire.
Nell’isola c’è una villa di tre piani con pareti addobbate con mosaici turchi e andalusi e all’ interno sono raccolti tappeti klimt e bronzi anatolici.

Tanti i personaggi che Li Galli ha ospitato da Greta Garbo a Roberto Rossellini, da Anna Magnani a Ingrid Bergman, da Jacqueline Kennedy a Aristotele Onassis e ancora Hilary Clinton e Franco Zeffirelli.

Nel 2002 circolò la voce – poi smentita da Giovanni Russo, proprietario di Li Galli – che l’isola fosse in affitto per 55 mila euro a settimana, il prezzo comprendeva i pasti e l’uso dello yacht.
Che sia stato vero o meno poco importa, visto il costo inaccessibile, non rimane che consolarsi guardando lo splendido delfino almeno da lontano.

L’arcipelago fa parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Ecco dove si trova esattamente: